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By: George Lombardi On: July 23, 2018 In: Interviews Comments: 0

Conoscere il sottobosco della politica non è facile, sono tanti ma pochi gli uomini che lasciano un segno positivo nelle realtà politiche Nazionali e Internazionali. Uno di questi è George Guido Lombardi, l’uomo a cui il “Tycoon” repubblicano aveva affidato il coordinamento dell’agglomerato delle associazioni che lo sostenevano in rete.

Un’Italiano alla Casa Bianca, consulente del social media di Donald Trump, immobiliarista italiano, direttore esecutivo della North Atlantic League, cultore del buddismo tibetano, ha lasciato l’italia nell’81’ ed oggi vive tra la Florida e New York, per essere precisi nella Trump Tower, nello stesso grattacielo di proprietà del Presidente Americano Donald Trump. Vanta un’amicizia trentennale con Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. I repubblicani hanno puntato sull’uomo giusto, quello che sa guardare oltre la barriera del pensiero comune, facendolo diventare il primo inquilino della Casa Bianca. L’amico italoamericano di Donald Trump ha accettato di fare il suo “consigliere” per l’innovazione, fondando un’associazione forte come l’acciaio: “Citizen Trump” che recluta volontari e attivisti, per la campagna presidenziale repubblicana, con l’obiettivo di far diventare virale tutto ciò che sui Social Network parla di Trump.

Cosa significa esattamente la comunicazione dei Social per i Repubblicani?

Il lavoro di Lombardi durante la candidatura di Trump è stato quello di seguire su “Facebook” gli oltre 500 gruppi pubblici di amici e simpatizzanti per Trump. George Guido Lombardi spiega la tattica comunicativa dei social. “Ogni gruppo di Facebook raggruppa uno svariato numero di foollower ed è gestito da un diverso director: dai cristiani per Trump, alle donne per Trump, dai siciliani per Trump, fino ai motociclisti per Trump, non si tralascia nulla, tutto viene portato alla luce e seguito. Senza contare gli svariati “Tea party” organizzati dai militanti e simpatizzanti che durante la campagna elettorale hanno avuto un ruolo fondamentale”. La stampa internazionale non ha tenuto in considerazione la nomina di Lombardi come consigliere di Trump, lo ha citato in alcuni articoli senza tanta convinzione, come un mediatore informale  fra il nuovo presidente americano e le destre populiste europee in cerca di qualche possibile alleanza. Quella italiana lo ha interpellato per avere un’interpretazione sulle autentiche mosse di Trump. Ospite da Bruno Vespa a “Porta a Porta” Lombardi teneva a precisare: ” Con Trump ci conosciamo da circa 25 anni, da quando mi sono spostato alla Tramp Tower …”

Il legame con Umberto Bossi e la Lega Nord.

Pochi ricordano che nell’ottobre del 1993 fu lui ad aprire proprio a New York, una sezione della Lega Nord, allora guidata da Umberto Bossi, erano i primi anni della presidenza Clinton. La sede era collocata in un ufficio all’Empire State Building, serviva a comunicare un’immagine positiva dei nordisti, in casa del principale alleato dell’Italia. A inaugurala doveva andarci il Senatur in persona, ci andò invece Francesco Speroni, leghista di Busto Arsizio, capogruppo al Senato e di lì a pochi mesi Ministro delle Riforme del primo governo Berlusconi … Il successo di Trump alle elezioni presidenziali del 2016 ha offerto a questo italo-americano, una vita politicamente spericolata, ricca di successi, gratificazioni nel suo paese di origine e rivincita mediatica internazionale.

Il New York Times aveva citato Lombardi per avere incontrato la leader del Front National, Marine Le Pen, due settimane prima del passaggio di consegne alla Casa Bianca. Lombardi tiene a precisare che conosce la le Pen da circa 20 anni.

Pasquale Buffardi Presidente Nazionale di Realtà Popolare quali sono i suoi rapporti con George Guido Lombardi?

Le amicizie politiche si consolidano nel tempo, ci si studia, le persone vanno stimate attraverso i loro veri sentimenti che li legano non solo alla politica, ma al rispetto, quello umano che da valore ai nostri pensieri, arricchisce il nostro stato d’animo, alle volte minato dai troppi compromessi a cui siamo costretti a dire “no”, perché il valore di un credo non si  monetizza tanto per dire di esserci. Lombardi è un animale politico, ma soprattutto un amico e noi di Realtà Popolare confidiamo nella grande conoscenza mediatica di Lombardi e ci auguriamo che possa nascere una forte collaborazione. Il purgatorio politico miete troppe visioni poco autentiche, puntiamo sui valori, consolidiamo e diamo spazio a visioni autentiche, Realtà Popolare ha bisogno di uomini come Lombardi, capaci e senza inibizioni comunicative.

 

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